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giovedì 11 marzo 2010

Scriviamo come parliamo?



Il linguaggio è un’ “entità” viva e in continua mutazione, soprattutto i giovani inventano termini, modificano quelli esistenti, usano un gergo tutto loro…

Tra i ragazzi (ma non solo ormai) è comune utilizzare un linguaggio molto più che informale, ricco di stravaganti parole. Le più fantasiose sono solitamente i saluti e le prese in giro. Spesso però questo linguaggio viene utilizzato anche in ambienti non consoni, a volte i giovani non sanno distinguere ambienti formali da ambienti in cui le parole possono essere usate con maggior libertà…
Non si tratta solo della lingua parlata, ma anche di quella scritta. Basta osservare la schermata di una qualsiasi chat o leggere un SMS, per accorgersi che i ragazzi scrivono termini presi dal gergo, abbreviazioni, sigle o parole in modo volutamente errato (che = ke). Il pericolo è quello di utilizzare questa grafia anche quando si scrivono testi formali: talvolta capita di trovare, ad esempio, sui temi scolastici, degli “smile”, dei termini scritti volutamente in modo errato, o abbreviazioni.

di Sara Sisti e Giulia Mascetti